Inizio contenuto main della Ragioneria Generale dello Stato

FAQ

Risultati


Si. La precisazione richiamata nel quesito è stata condivisa dalla Commissione ARCONET e, nelle more della pubblicazione del prossimo decreto di aggiornamento degli allegati al d.lgs. n. 118 del 2011, si può intendere riferita a tutti gli enti soggetti al d.lgs. n. 118 del 2011 che adottano contabilità finanziaria.


Poiché il principio della competenza potenziata è stato introdotto al fine di garantire l’i mputazione contabile delle spese negli esercizi in cui il debito risulta effettivo, gli impegni assunti ai sensi dell’articolo 183, comma 5 del TUEL non risultano compatibili con il nuovo principio.

In occasione del riaccertamento straordinario dei residui, previsto dall’articolo 14 del DPCM 28 dicembre 2011, gli impegni assunti in assenza di un’obbligazione giuridicamente perfezionata sono cancellati senza essere oggetto di reimputazione.

Le conseguenti economie di spesa confluiranno nel risultato di amministrazione come avanzo vincolato.


Il gruppo di lavoro sperimentazione, in merito alla proposta, ha ritenuto di integrare come segue il principio contabile applicato della contabilità finanziaria n. 5.4:

Nel rispetto di quanto previsto dai regolamenti di contabilità dell’ente, i dirigenti responsabili della spesa possono autorizzare variazioni fra gli stanziamenti riguardanti il fondo pluriennale vincolato e gli stanziamenti correlati, escluse quelle previste dall’articolo 7, comma 4, del DPCM 28 dicembre 2011, di competenza della Giunta.

I regolamenti di contabilità degli enti possono prevedere che le variazioni del fondo pluriennale vincolato siano autorizzate dal responsabile finanziario.

Nelle more dell’adeguamento del regolamento di contabilità dell’ente ai principi del presente decreto, le variazioni del fondo pluriennale vincolato possono essere autorizzate dal responsabile finanziario.


L’articolo 52, comma 1-ter, del D.L. 73/2021 prevede che “ A decorrere dall’esercizio 2021, gli enti locali iscrivono nel bilancio di previsione il rimborso annuale delle anticipazioni di liquidità nel titolo 4 della spesa, riguardante il rimborso dei prestiti. A decorrere dal medesimo anno 2021, in sede di rendiconto, gli enti locali riducono, per un importo pari alla quota annuale rimborsata con risorse di parte corrente, il fondo anticipazione di liquidità accantonato ai sensi del comma 1. La quota del risultato di amministrazione liberata a seguito della riduzione del fondo anticipazione di liquidità è iscritta nell’entrata del bilancio dell’esercizio successivo come “Utilizzo del fondo anticipazione di liquidità”, in deroga ai limiti previsti dall’articolo 1, commi 897 e 898, della legge 30 dicembre 2018, n. 145. Nella nota integrativa allegata al bilancio di previsione e nella relazione sulla gestione allegata al rendiconto è data evidenza della copertura delle spese riguardanti le rate di ammortamento delle anticipazioni di liquidità, che non possono essere finanziate dall’utilizzo del fondo anticipazioni di liquidità stesso”.

In applicazione di tale norma, a decorrere dall’esercizio 2021, gli enti locali non possono più ridurre il FAL in bilancio, applicandolo in entrata per l’importo accantonato nel risultato di amministrazione dell’esercizio precedente ed iscrivendolo in spesa per un importo pari a quello stanziato in entrata ridotto della quota capitale rimborsata nell’esercizio, ma  riducono il FAL solo “in sede di rendiconto”, nell’allegato a) e a/1),  ed applicano la quota liberata al bilancio di previsione dell’esercizio successivo.

Al fine di consentirne l’applicazione nel bilancio di previsione dell’esercizio successivo, sempre in sede di rendiconto, la quota del FAL liberata è accantonata in un fondo specifico denominato “Utilizzo fondo anticipazioni di liquidità”.

Pertanto, a decorrere dal rendiconto 2021

  • nell’allegato a) è iscritto il FAL per un importo pari a quello dell’esercizio precedente ridotto della quota capitale rimborsata nell’esercizio e, tra “gli altri accantonamenti” è accantonata la quota liberata come “Utilizzo fondo anticipazioni di liquidità”;
  • nell’allegato a/1, nella colonna d) “Variazione accantonamenti effettuata in sede di rendiconto” , sono registrati sia la riduzione del FAL nell’apposita voce, sia l’accantonamento della quota liberata tra gli “altri accantonamenti”.

Per ulteriori informazioni si rinvia all’esempio delle modalità di contabilizzazione del fondo anticipazioni di liquidità  degli enti locali in applicazione dell’art. 52, del D.L. n. 73 del 2021, consultabile nel Resoconto della riunione del 17 novembre 2021 della Commissione Arconet, pubblicato nella sezione “Commissione Arconet”  del sito internet della Ragioneria Generale dello Stato dedicato all’armonizzazione contabile degli enti territoriali (cd. sito Arconet: www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e_government/amministrazioni_pubbliche/arconet/commissione_arconet/)


Nei casi in cui non sia prevista una differente disciplina, si ritiene possibile estendere la modalità di accertamento per cassa anche agli interessi e alle sanzioni previste nei ruoli coattivi riguardanti altre tipologie di entrate.

Al fine di evitare dubbi interpretativi si procederà ad integrare il principio 3.7 come segue: “Le sanzioni e gli interessi correlati ai ruoli coattivi sono accertati per cassa. Sono accertati per cassa anche le sanzioni e gli interessi correlati ai ruoli coattivi riguardanti tipologie di entrate diverse dai tributi, esclusi i casi in cui è espressamente prevista una differente modalità di accertamento”.


Al fine di favorire l’attuazione del PNRR e del PNC è previsto che:

  • Gli enti possono accertare le risorse del PNRR e del PNC sulla base della formale deliberazione di riparto o assegnazione del contributo a proprio  favore,  senza  dover  attendere l'impegno dell'amministrazione  erogante,  con  imputazione  agli  esercizi  di esigibilità ivi previsti (art. 15, comma 4 DL n. 77 del 2021). 
    Pertanto, a seguito dei decreti ministeriali di assegnazione delle risorse gli enti possono procedere all’accertamento delle entrate nel rispetto dei principi della competenza finanziaria potenziata, al fine di consentire, a seguito del perfezionamento delle obbligazioni di spesa, la registrazione degli impegni con imputazione agli esercizi previsti nel cronoprogramma.
    Se i decreti prevedono l’erogazione delle risorse sulla base della rendicontazione annuale o infrannuale dei SAL, le entrate sono accertate nell’esercizio di assegnazione delle risorse con imputazione agli esercizi previsti nel cronoprogramma delle spese oggetto del finanziamento.
    L’articolo 2, comma 2, del DM 11 ottobre 2021 prevede l’erogazione della prima quota di trasferimenti anticipata rispetto alla realizzazione delle spese, per un importo massimo del 10% del costo del singolo intervento, che è possibile incrementare ulteriormente in casi eccezionali debitamente motivati dall’amministrazione titolare dell’intervento. I trasferimenti versati in anticipo sono accertati con imputazione all’esercizio in cui è previsto l’effettivo incasso e, per la copertura delle spese imputate agli esercizi successivi, è attivato il FPV.  Per la contabilizzazione delle anticipazioni si rinvia alla successiva lettera d);
  • Alla fine dell’esercizio, nelle more del perfezionamento delle obbligazioni di spesa, le risorse accertate confluiscono nel risultato di amministrazione e, trattandosi di risorse vincolate, possono essere applicate al bilancio di previsione del triennio successivo. L’utilizzo di tali risorse è consentito anche agli enti in disavanzo in deroga ai limiti previsti dall’art. 1, commi 897 e 898, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (art. 15, comma 3 DL n. 77 del 2021).
  • Per le risorse del PNRR e del PNC, trattandosi di entrate vincolate, gli enti possono variare il bilancio fino al 31 dicembre per iscrivere nuove o maggiori entrate, stanziare i correlati programmi di spesa e procedere con l’accertamento delle relative entrate (art. 175, comma 3, lettera a) del d.lgs. n. 267 del 2000 e art. 51, comma 6, lettera a del d.lgs. n. 118 del 2011). Dal 2021 al 2026, gli enti locali possono variare il bilancio anche nel corso dell’esercizio provvisorio o della gestione provvisoria per iscrivere in bilancio i  finanziamenti  di  derivazione statale ed europea per investimenti (art. 15, comma 4-bis DL n. 77 del 2021). 
  • Al fine di favorire il tempestivo avvio ed esecuzione dei progetti PNRR, nell’ambito delle risorse disponibili, le amministrazioni centrali titolari degli interventi PNRR possono chiedere anticipazioni da destinare ai soggetti attuatori. I soggetti attuatori contabilizzano le anticipazioni rese disponibili dal Servizio del PNRR come trasferimenti di risorse del PNRR.
    Per gli enti territoriali le anticipazioni sono trasferimenti di risorse per la realizzazione tempestiva degli interventi PNRR erogati anticipatamente rispetto alle scadenze previste dalle assegnazioni formali, da contabilizzare come trasferimenti (non sono anticipazioni di liquidità). Se l’e nte riceve anticipazioni  di risorse già accertate sulla base delle assegnazioni con imputazione ad esercizi successivi , deve reimputare l’accertamento già registrato all’esercizio in cui riceve l’anticipo .
    Alle operazioni di  reintegro delle anticipazioni erogate dal Servizio del PNRR provvedono le amministrazioni centrali titolari (art. 9, commi 6 e 7 del  DL n 152/2021).

    Pertanto, tutte le norme sono finalizzate a consentire l’accertamento tempestivo dei finanziamenti del PNRR e PNC, necessario per l’avvio della procedura di spesa, fin dall’emanazione dei decreti di assegnazione delle risorse. Sono inoltre previste gli interventi necessari a gestire la realizzazione anticipata dei cronoprogrammi.

Si ritiene di poter accogliere la proposta di prevedere l’accertamento per cassa anche dell’i mposta provinciale di trascrizione e dell’imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori, con la raccomandazione di gestire e controllare con attenzione i crediti derivanti dai tributi accertati per cassa.

Si procederà ad integrare il principio contabile applicato della contabilità finanziaria 3.7.


Le spese per l’acquisto di servizi infrastrutturali Cloud sono classificate tra le spese per l’i nformatica nel titolo 1 della spesa. A titolo esemplificativo si riportano di seguito le voci di parte corrente della spesa per informatica che possono essere ricondotte all’acquisto di servizi cloud infrastrutturali previste nel modulo finanziario del piano dei conti integrato di cui all’a llegato 6 al d.lgs. n. 118 del 2011.  I servizi di assistenza e di consulenza rientrano nella spesa di servizi cloud infrastrutturali.

Piano dei conti finanziario
MACRO Livelli Voce Codice Voce
U V Materiale informatico U.1.03.01.02.006
U V Noleggi di hardware U.1.03.02.07.004
U V Altre licenze U.1.03.02.07.007
U V Manutenzione ordinaria e riparazioni di impianti e macchinari U.1.03.02.09.004
U V Manutenzione ordinaria e riparazioni di attrezzature   U.1.03.02.09.005
U V Manutenzione ordinaria e riparazioni di macchine per ufficio  U.1.03.02.09.006
U IV Servizi informatici e di telecomunicazioni U.1.03.02.19.000
U V Gestione e manutenzione applicazioni U.1.03.02.19.001
U V Assistenza all'utente e formazione U.1.03.02.19.002
U V Servizi di rete per trasmissione dati e VoIP e relativa manutenzione U.1.03.02.19.004
U V Servizi per i sistemi e relativa manutenzione U.1.03.02.19.005
U V Servizi di gestione documentale U.1.03.02.19.007
U V Servizi di monitoraggio della qualità dei servizi U.1.03.02.19.008
U V Servizi per le postazioni di lavoro e relativa manutenzione U.1.03.02.19.009
U V Servizi di consulenza e prestazioni professionali ICT U.1.03.02.19.010
U V Altri servizi informatici e di telecomunicazioni n.a.c. U.1.03.02.19.999

L’ adozione del principio della competenza finanziaria potenziata alle spese riguardanti le indennità accessorie del personale ( indennità di turno, di reperibilità, di rischio, ecc.), nel primo esercizio di adozione, ha comportato che gli enti in sperimentazione non hanno imputato all’e sercizio 2012 gli impegni riguardanti le indennità accessorie erogate al personale nel corso del 2012 già impegnate nel 2011 e non potranno imputare all’esercizio 2012 gli impegni riguardanti le indennità accessorie che saranno erogate nel 2013.

Di conseguenza l’importo complessivo degli impegni del 2012, riguardanti il trattamento accessorio, non costituisce una base corretta per il calcolo dei limiti delle spese di personale dell’anno successivo.

Pertanto, come da nota n.77981 del 3 ottobre 2012 dell’ufficio V dell’IGEPA –RGS – (pubblicata nella sezione documentazione del sito ARCONET), solo per gli enti in sperimentazione che ne hanno la necessità, nel 2013 la verifica dei limiti sulla spesa del personale può essere effettuata facendo riferimento all’esercizio 2011 piuttosto che all’esercizio 2012.


I residui al 1 gennaio 2013 che, nel rispetto del nuovo schema di bilancio e del piano integrato dei conti, dovrebbero essere “spacchettati” in una pluralità di capitoli possono essere imputati ad un solo capitolo, individuato sulla base del criterio della prevalenza, rispetto alla classificazione del capitolo di provenienza.

Tale modalità di classificazione dei residui deve intendersi limitata ai residui esistenti alla data di adozione dello schema di bilancio sperimentale autorizzatorio e del piano dei conti integrato.


Ai soli fini della determinazione dell’accantonamento al fondo pluriennale vincolato, possono essere finanziate dal fondo pluriennale le spese di investimento per lavori pubblici, di cui all’a rt. 3 comma 7 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163 "Codice dei contratti pubblici", esigibili negli esercizi successivi, non ancora impegnate, ma già prenotate sulla base della gara per l’affidamento dei lavori, formalmente indetta ai sensi dell’art. 53, comma 2, del citato decreto legislativo n. 163 del 2006, unitamente alle voci di spesa contenute nel quadro economico dell’opera.

In assenza di aggiudicazione definitiva entro l’anno successivo le risorse accertate, cui il fondo pluriennale si riferisce, confluiranno nell’avanzo di amministrazione vincolato per la riprogrammazione dell’intervento in c/capitale e il fondo pluriennale dovrà essere ridotto di pari importo.


Considerato che il riaccertamento costituisce un’ attività di natura gestionale, si ritiene possibile procedere al riaccertamento straordinario dei residui di cui all’articolo 14 del DPCM 28 dicembre 2011, e al riaccertamento ordinario dei residui di cui all’art. 7, comma 3, del DPCM 28 dicembre 2011, nel corso del 2013, entro i termini previsti per l’approvazione dei rendiconto, anche in caso di esercizio provvisorio.

In caso di esercizio provvisorio, la variazione di bilancio necessaria alla reimputazione degli impegni e degli accertamenti all’esercizio in cui le obbligazioni sono esigibili è effettuata con delibera di Giunta, a valere del bilancio annuale e pluriennale 2012 -2014, come previsto dal citato articolo 7, comma 3, del DPCM 28 dicembre 2011.


In caso di esercizio provvisorio, all’inizio dell’anno, l’Ente trasmette al tesoriere l’elenco dei residui presunti al 1° gennaio dell’esercizio cui si riferisce la gestione provvisoria e l’i mporto degli stanziamenti di competenza dell’esercizio dell’ultimo bilancio pluriennale approvato cui si riferisce la gestione provvisoria, con l’indicazione della quota di stanziamento riguardante spese già impegnate e di quella relativa al fondo pluriennale vincolato.

Gli importi della voce “già impegnato” possono essere aggiornati.

Considerato che il secondo esercizio del bilancio pluriennale non presenta gli stanziamenti di cassa, nel corso dell’esercizio provvisorio, la banca gestisce i residui trasmessi e gli stanziamenti di competenza, secondo le norme vigenti.

I tesorieri gestiscono la spesa per dodicesimi, facendo riferimento agli stanziamenti di competenza al netto degli impegni già assunti negli esercizi precedenti e dell’importo accantonato al fondo pluriennale (la voce “di cui fondo pluriennale vincolato)”. Non sono soggetti ai limiti dei dodicesimi gli impegni assunti negli esercizi precedenti e imputati all’esercizio cui si riferisce l’esercizio provvisorio, e le spese tassativamente regolate dalla legge o non suscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi.


Con riferimento al punto 6.1 dei principi contabili applicati concernenti la contabilità finanziaria, sono considerate liquidabili le spese impegnate nell’esercizio 2012 le cui fatture pervengono nei due mesi successivi alla chiusura dell’esercizio o per le quali il responsabile della spesa dichiara, sotto la propria responsabilità valutabile ad ogni fine di legge, che la spesa è liquidabile in quanto la prestazione è stata resa o la fornitura è stata effettuata nell’a nno di riferimento.


Con riferimento al quesito posto si conferma che il principio della competenza finanziaria potenziata, in assenza di obbligazioni giuridicamente perfezionate, non consente l’impegno di spese, ancorchè correlate all’accertamento dei relativi finanziamenti (mutui o trasferimenti).

Conseguentemente, le entrate accertate e non spese, costituiscono quote vincolate del risultato di amministrazione.

Al fine di non bloccare la gestione, il principio applicato della contabilità finanziaria 9.2 prevede che ”I dirigenti o, in assenza di norme che disciplinano tale facoltà, il responsabile finanziario dell’ente, possono immediatamente utilizzare, con il bilancio di previsione o con successivo provvedimento di variazione di bilancio, le quote dell’avanzo derivanti da fondi vincolati. Pertanto, nulla osta all'avvio tempestivo delle attività connesse all'attuazione della spesa che non è stata impegnata.

La possibilità di utilizzare l’avanzo vincolato è consentita anche in caso di esercizio provvisorio, sulla base di una relazione documentata del dirigente competente, esclusivamente per garantire la prosecuzione o l’avvio di attività soggette a termini o scadenza, la cui mancata attuazione determinerebbe danno per l’ente.

A tal fine, la Giunta delibera una variazione, del bilancio provvisorio in corso di gestione, che dispone l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione vincolato determinato sulla base di dati di pre-consuntivo dell’esercizio precedente.


In considerazione della segnalazione pervenuta il gruppo di lavoro sperimentazione ha ritenuto opportuno integrare il principio di cui al punto 3.6 lettera d) dell’allegato 2 al DPCM 28 dicembre 2011, riguardante l’accertamento dei contributi del Ministero di Giustizia per gli uffici giudiziari, come segue.

Per quanto riguarda in particolare i contributi del Ministero della giustizia per gli uffici giudiziari, agli enti locali, l’accertamento è effettuato sulla base della formale comunicazione di riconoscimento del credito nei confronti del Comune, da parte della Ministero della Giustizia a seguito dell’esame della rendicontazione presentata, o in assenza, sulla base dell’effettivo incasso.

In ogni caso, annualmente è considerato esigibile il 70 per cento del contributo globalmente erogato nell’anno precedente (articolo 2, comma 2, del D.P.R. 4 maggio 1998, n. 187).

La rata a saldo è accertata sulla base della formale comunicazione di riconoscimento del credito da parte del Ministero della Giustizia, o in assenza, sulla base dell’effettivo incasso. Nell’esercizio in cui è incassato il saldo si provvede alla cancellazione degli eventuali residui attivi riguardanti l’acconto della rata cui il saldo si riferisce e gli acconti degli esercizi precedenti, se non correlati a formale riconoscimento del credito da parte del Ministero.

In sede di riaccertamento dei residui di cui all’articolo 14 del DPCM 28 dicembre 2011, l’e nte provvede a cancellare i residui attivi, riguardanti tali entrate, relativi agli esercizi per i quali il comune ha già incassato la rata a saldo. Gli enti che, dando applicazione alla versione del principio pubblicata nel mese di dicembre, hanno cancellato le entrate accertate e non riscosse riguardanti la rata di acconto del 2012, la riaccertano in sede di rendiconto 2012 in applicazione della nuova versione del principio.


Premesso che, a decorrere dall’esercizio 2013, in ciascun esercizio del bilancio dovrà essere stanziato:

  1. In entrata, l’intero importo del fondo pluriennale vincolato, e non solo la quota utilizzata nell’anno;
  2. In spesa, l’importo del fondo pluriennale non utilizzato nel corso dell’esercizio e rinviato agli esercizi successivi.

In relazione alle risultanze indicate dall’ente, a seguito del riaccertamento straordinario dei residui, nei diversi esercizi del bilancio si dovrà operare secondo le seguenti modalità:

Esercizio 2013
ENTRATE SPESE  
FPV di entrata 7.688.284,09 cap. di spesa 7.143.706,91  
cap. di entrata 3.605.805,53 FPV di spesa 4.150.382,71 Utilizzo FPV 3.537.901,38

Esercizio 2014
ENTRATE SPESE  
FPV di entrata 4.150.382,71 cap. di spesa 4.427.750,25  
cap. di entrata 3.049.156,33 FPV di spesa 2.771.788,79 Utilizzo FPV 1.378.593,92

Esercizio 2015
ENTRATE SPESE  
FPV di entrata 2.771.788,79 cap. di spesa 4.277.199,32  
cap. di entrata 3.966.924,16 FPV di spesa 2.461.513,63 Utilizzo FPV 310.275,16
ANNI SUCCESSIVI
ENTRATE SPESE  
FPV di entrata 2.461.513,63 cap. di spesa 12.875.941,94  
cap. di entrata 10.414.428,31 FPV di spesa 0,00 Utilizzo FPV 2.461.513,63

Gli enti locali in sperimentazione devono valorizzare gli indicatori della tabella di deficitarietà, allegata al rendiconto 2012, sulla base dei propri risultati contabili a fine gestione che risentono dell’applicazione dei principi previsti dal DPCM 28 dicembre 2011.

L’articolo 36, comma 2, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, infatti, prevede, per gli enti in sperimentazione il rispetto delle disposizioni di cui al Titolo I del D. Lgs. 118/2011 , del DPCM 28 dicembre 2011 e della disciplina contabile vigente, alla data di entrata in vigore del presente decreto, per quanto compatibile.

Se un ente locale in sperimentazione risultasse, da tali indicatori, deficitario il gruppo di lavoro sperimentazione, con la collaborazione del Ministero dell’Interno, verificherà l’a deguatezza dei parametri ai principi della sperimentazione, anche al fine di definire i parametri degli indicatori di deficitarietà coerenti con i principi del decreto legislativo n. 118/2011 da adottare già dal 2013.


I contributi agli investimenti sono erogazioni effettuate da un soggetto a favore di terzi, destinate al finanziamento di spese di investimento, in assenza di controprestazione, cioè in assenza di un corrispettivo reso dal beneficiario, a favore di chi ha erogato il contributo. L’assenza del corrispettivo comporta che, a seguito dell’erogazione del contributo, il patrimonio del soggetto erogante si riduce mentre il patrimonio del beneficiario, o degli ulteriori successivi beneficiari, si incrementa. Il rispetto del vincolo di destinazione del contributo (o del trasferimento) non costituisce “controprestazione”.
In assenza di uno specifico vincolo di destinazione del contributo ad uno specifico investimento, i contributi agli investimenti sono genericamente destinati al finanziamento degli investimenti. Dal 2014, nell’allegato al bilancio e al rendiconto riguardante il risultato di amministrazione è data evidenza della quota costituita da entrate genericamente “destinate” al finanziamento degli investimenti e della quota vincolata al finanziamento di specifici investimenti.

Anche i trasferimenti in conto capitale sono erogazioni effettuate da un soggetto a favore di terzi, in assenza di una controprestazione, ma non sono destinate al finanziamento di una spesa di investimento, ma alle seguenti fattispecie:

  1. trasferimenti diretti a far fronte a spese eccezionali o a coprire perdite o deficit;
  2. lasciti e donazioni di importo considerevole, non aventi vincolo di destinazione a spese di investimento o a spese correnti. I lasciti e le donazioni vincolate alla realizzazione di investimenti sono classificate come Contributi agli investimenti. I lasciti e le donazioni vincolate a specifiche spese correnti (ad es. borse di studio) sono classificate come trasferimenti correnti. I lasciti e le donazione di modico valore non vincolate a specifiche destinazioni sono classificati come trasferimenti correnti. La determinazione del limite dell’importo che può essere considerato “modico” è stabilito prudentemente dall’ente anche in relazione al proprio bilancio;
  3. indennizzi di importo elevato a fronte di danni o lesioni gravi non coperti da polizze di assicurazione. Gli indennizzi possono essere imposti in sede giudiziale o concordati in sede extragiudiziale. Tra essi figurano gli indennizzi per danni causati da esplosioni, fuoriuscite di petrolio, effetti collaterali di farmaci, ecc. Gli indennizzi di modico valore sono classificati come trasferimenti correnti. La determinazione del limite dell’importo che può essere considerato “ modico” è stabilito prudentemente dall’ente anche in relazione al proprio bilancio;
  4. trasferimenti in c/capitale a seguito di inesigibilità definitiva di un credito, derivante dal finanziamento concesso dall’ente a terzi, tale finanziamento è considerato un trasferimento definitivo a fondo perduto per cancellazione di crediti e si contabilizza tra i trasferimenti in conto capitale da escussione a favore del soggetto che non ha rimborsato (cfr. il principio applicato della contabilità finanziaria 5.4). Analogamente, nel caso in cui un ente subentri al debitore originario di una passività finanziaria già in essere, facendosi carico del rimborso per capitale e interessi, l’operazione è considerata come un trasferimento in conto capitale per assunzione di debiti a favore del debitore originario. L’ente beneficiario di una cancellazione o di una assunzione di proprio debito da parte di un altro ente registra in entrambi i casi un trasferimento in conto capitale in entrata e contestualmente il rimborso del prestito oggetto dell’o perazione.

I trasferimenti in c/capitale non possono essere finanziati dal debito e da entrate in conto capitale, salvo i trasferimenti in c/capitale derivanti dall’escussione definitiva delle garanzie, a seguito della quale il debito garantito è posto definitivamente a carico dell’ente.

Ad esempio, sono contributi agli investimenti, i contributi erogati dai comuni agli edifici di culto a valere degli oneri di urbanizzazione riscossi, mentre i rimborsi per le restituzioni degli oneri di urbanizzazione devono essere registrati tra i rimborsi per le altre spese in c/capitale.

Si coglie l’occasione per precisare che, in contabilità economico patrimoniale, per l’ente che li eroga, i trasferimenti correnti, i contributi agli investimenti e i trasferimenti in c/capitale sono sempre costi di competenza dell’esercizio.

Per l’ente che li riceve, i trasferimenti correnti, i contributi agli investimenti e i trasferimenti in c/capitale sono ricavi. In occasione delle scritture di assestamento della contabilità economico-patrimoniale i contributi agli investimenti sono sospesi contabilmente secondo le modalità indicate nei principi contabili applicati e i trasferimenti in c/capitale sono sospesi per costituire riserve di capitale o destinati al ripiano di eventuali perdite.


Il gruppo sperimentazione ha ritenuto opportuno integrare i principi contabili applicati riguardanti le modalità di determinazione del fondo svalutazione crediti precisando che, per ciascuna delle seguenti formule previste per il calcolo della media:

  1. media semplice;
  2. rapporto tra la sommatoria degli incassi di ciascun anno ponderati con i seguenti pesi: 0,35 in ciascuno degli anni nel biennio precedente e il 0,10 in ciascuno degli anni del primo triennio - rispetto alla sommatoria degli accertamenti di ciascuna anno ponderati con i medesimi pesi indicati per gli incassi;
  3. media ponderata del rapporto tra incassi e accertamenti registrato in ciascun anno del quinquennio con i seguenti pesi: 0,35 in ciascuno degli anni nel biennio precedente e il 0,10 in ciascuno degli anni del primo triennio;

è possibile determinare il rapporto tra incassi di competenza e i relativi accertamenti, considerando, tra gli incassi, anche le riscossioni effettuate nell’anno successivo in conto residui dell’anno precedente:

incassi di competenza es. X + incassi esercizio X+1 in c/residui es. X
Accertamenti esercizio X

In tale fattispecie è necessario slittare il quinquennio di riferimento per il calcolo della media, indietro di un anno.
Tale adeguamento non riguarda gli esercizi del quinquennio precedente, con riferimento ai quali i principi contabili prevedono di calcolare la media facendo riferimento agli incassi (in c/competenza e in c/residui) e agli accertamenti, ma con riferimento agli esercizi del quinquennio per i quali il principio prevede che la media sia determinata facendo rapporto tra gli incassi di competenza e gli accertamenti dell’anno precedente.


Si. Anche gli enti che parteciperanno al terzo anno di sperimentazione contabile nel 2014 possono avvalersi della facoltà di stanziare in bilancio, nel primo esercizio di applicazione del principio, una quota pari almeno al 50% dell’importo dell’accantonamento quantificato nel prospetto riguardante il fondo crediti di dubbia esigibilità allegato al bilancio di previsione. Nel secondo esercizio lo stanziamento può essere pari almeno al 75% e dal terzo esercizio lo stanziamento deve essere effettuato per l’intero importo.

In sede di rendiconto, fin dal primo esercizio di applicazione dello stesso principio, deve essere accantonato, nell’avanzo di amministrazione, l’intero importo del fondo crediti di dubbia esigibilità quantificato nel prospetto riguardante tale fondo allegato al rendiconto di esercizio.


Anche per i comuni in sperimentazione contabile, di cui all’art. 36 del d.lgs. 118 del 2011, nei limiti indicati dalla legge n. 147 del 2013 e per i soli comuni interessati, come recita il comma 729-quater sottoriportato, il termine di approvazione del rendiconto 2013, da parte del Consiglio, è differito al 30 giugno 2014.

Legge n. 147/2013 729-quater.

In conseguenza delle variazioni relative all'annualità 2013, di cui al comma 729-ter, per i soli comuni interessati, il termine previsto dall'articolo 227, del decreto legislativo n. 267 del 2000 è differito al 30 giugno 2014. Nel caso in cui, all'esito delle verifiche di cui al comma 729-bis, il Comune sia tenuto a versare ulteriori importi al fondo di solidarietà comunale, in assenza di impegni di spesa già contabilizzati dal comune stesso a tale titolo, tali somme possono essere imputate quale apposito impegno di spesa sull'annualità 2014 (75).


Gli enti in sperimentazione che ravvisano difficoltà a rielaborare il conto economico e lo stato patrimoniale armonizzato, secondo gli schemi della normativa previgente, richiesti a fini conoscitivi, sono esonerati dall’obbligo di predisposizione dei modelli 17, 18 e 20 previsti dal DPR 194/1996, concernenti il conto economico, il prospetto di conciliazione e il conto del patrimonio dell’esercizio 2013.


Gli enti in sperimentazione che non hanno ancora approvato il DUP 2014 - 2016, a causa dello slittamento del termine, previsto per l’ approvazione del bilancio di previsione 2014 - 2016, in vista della prossima scadenza del 31 luglio 2014, per l’approvazione del DUP 2015 - 2017, hanno la facoltà di approvare un DUP per il quadrienno 2014 - 2017, riferito sia alla programmazione del bilancio di previsione 2014 - 2016 sia alla programmazione del bilancio di previsione 2015 - 2017.


Il principio contabile applicato della programmazione sarà aggiornato prevedendo che se alla data del 31 luglio risulta insediata una nuova amministrazione e i termini fissati dallo Statuto comportano la presentazione delle linee programmatiche di mandato oltre il termine previsto per la presentazione del DUP, il DUP e le linee programmatiche di mandato sono presentate al Consiglio contestualmente, in ogni caso non successivamente al bilancio di previsione riguardante gli esercizi cui il DUP si riferisce.”


La disciplina della sperimentazione non ha modificato, per il 2014, i termini previsti dagli articoli 175 e 193 del Testo Unico degli enti locali che, pertanto, continuano ad essere rispettati anche dagli enti in sperimentazione.

Il termine del 31 luglio, previsto dalla normativa a regime, decorre dall’esercizio 2015.


A seguito del passaggio al principio della competenza finanziaria potenziata, per gli enti in sperimentazione nel 2012, l’importo complessivo degli impegni del 2012 potrebbero non costituire una base corretta per calcolare il valore medio del triennio ai fini della verifica del rispetto dei limiti imposti dalla normativa sulle spese di personale.

Considerato quanto sopra, con riferimento alla nota della Ragioneria Generale dello Stato n. 73024 del 22 settembre 2014, gli enti in sperimentazione nel 2012, ai fini del rispetto del decreto legge n. 90 del 2014, possono fare riferimento invece che al triennio costituito dagli esercizi 2011, 2012 e 2013, al triennio costituito dagli esercizi 2011, 2011 e 2013


Si conferma che, fermo restando le evidenze interne all’ente circa l’originaria e specifica destinazione di ciascun fondo vincolato, il punto 10 del principio contabile della contabilità finanziaria, in applicazione degli articoli 195 e 209, comma 3-bis, del TUEL corretto e integrato dal decreto legislativo n. 118 del 2011 e successive modificazioni e integrazioni , prevede, da parte del tesoriere, una gestione unitaria delle risorse vincolate degli enti locali.